ESEMPIO DI SVILUPPO SOSTENIBILE E DIFESA DELL’ECOSISTEMA MARINO


Baia di San Michele di Pagana – Rapallo (GE)


Un magnifico lavoro realizzato dalle imprese concessionarie di posti barca, nella baia di San Michele di Pagana, già da qualche anno: la riorganizzazione ed il miglioramento del sistema di ormeggio con corpi morti in calcestruzzo del peso variabile tra 1,5 e 3,0 tonnellate, catenarie fisse sul fondale ed elementi flottanti di ormeggio per assicurare una sosta sicura delle imbarcazioni cercando nel contempo di minimizzare i danni al fondale e soprattutto al posidonieto habitat naturale di elevato pregio naturalistico tutelato sia dalla normativa europea che da quella italiana che l’ha recepita.


Le praterie di Poseidona oceanica rivestono un ruolo fondamentale nell’economia degli ecosistemi marini costieri sia dal punto di vista biologico che fisico. Con l’obiettivo di proteggere questo ambiente marino costiero le praterie di P. oceanica sono state inserite nell’Annesso I della Direttiva Comunitaria 92/43/EEC (Direttiva Habitat) e nel DPR attuativo (n.357/1997), come habitat prioritario e per questo motivo sono state individuate aree definite Siti di Importanza Comunitaria (SIC). I tratti di fondale oggetto del presente monitoraggio sono compresi in un’area definita nel sub-sito A del SIC IT1332673 (Fondali del Golfo di Rapallo). Si ricorda inoltre che l’ancoraggio all’interno delle aree SIC, dal punto di vista normativo è vietato, previa adeguata segnalazione nautica, secondo la L.R. 28/09 e del D.G.R. 1507/09.


Il sistema di ormeggio a San Michele di Pagana era così strutturato: nella baia vi era presenti 11 file di catene primarie della lunghezza media di 150 m, che terminavano con un’ancora o con un corpo morto. Nella baia di Prelo erano presenti 12 file di catenarie primarie per una lunghezza media di 130 m. Con il nuovo provvedimento tutto il sistema è stato irrigidito grazie a 500 m di catenarie trasversali (300 m al S. Michele e 200 m al Prelo) al fine di minimizzare i movimenti laterali e le azioni erosive sulla matte e sulla posidonia.


Gli ormeggi sono ora dotati da sistemi finalizzati alla compatibilità con il buono stato di conservazione degli habitat marini:


1. adeguati sistemi di ancoraggio della catenaria principale, mediante ad esempio corpi morti, viti, tasselli o altri sistemi idonei;


2. le catene e pendini di ancoraggio collegate alle imbarcazioni sono dotati di boetta intermedia finalizzata a mantenere quanto più possibile verticale il tratto iniziale della catena per una lunghezza minima di 1.5 m, per ridurre l’impatto da sfregamento sulle fanerogame presenti;


3. Le misure attuate hanno confermato la validità della soluzione, che consente in maniera agevole e facilmente manutenzionabile di ottenere un consistente miglioramento della compatibilità degli ormeggi stessi con la posidonia.



Lo studio ed il lavoro certosino effettuato dai concessionari dei posti barca di San Michele di Pagana, è un concreto esempio di come le imprese che dal mare traggono per prime beneficio nel tutelare l’ambiente marino e l’ecosistema che lo circonda.